Cos’è la concia?

La pelle è uno scarto dell’industria alimentare, che viene riciclata dall’industria conciaria, al fine di trasformarla da materiale di scarto in materiale nobile.

L’attività conciaria è antica quanto l’uomo e questo, secondo noi, aiuta a capire perché, ancora oggi, l’uomo ha con il cuoio un rapporto così intenso.

Per molti secoli la tecnologia conciaria è rimasta praticamente invariata, ma nella seconda metà dell’Ottocento viene introdotto il bottale, un grande contenitore a tenuta stagna, simile ad una lavatrice gigante: l’acqua, le pelli e i prodotti vengono inseriti al suo interno e fatti girare più o meno velocemente. L’azione meccanica della rotazione favorisce in modo notevole la penetrazione dei prodotti all’interno della pelle.

Subito dopo l’abbattimento dell’animale, si deve provvedere il più rapidamente possibile alla conservazione mediante salatura, essiccamento o refrigerazione, al fine di evitare lo sviluppo di microrganismi che porterebbero alla putrefazione.

Il processo conciario può essere suddiviso in tre macro fasi: concia, riconcia e rifinitura, ciascuna delle quali può essere nuovamente suddivisa in fasi con scopi specifici.

Le operazioni di preparazione alla concia costituiscono le operazioni di riviera, così chiamate perché richiedono una gran quantità d’acqua e in passato venivano effettuate sulle rive dei fiumi: il rinverdimento ha lo scopo di ridare alla pelle l’acqua persa nel processo di conservazione, oltre che di eliminare residui e sporcizia; la depilazione serve ad eliminare peli ed epidermide e viene sempre effettuata, a meno che non si debba produrre una pelle con peli o una pelliccia; con la calcinazione si allentano gli intrecci fibrosi. Il pH fortemente alcalino della soluzione di calce e solfuro utilizzata per depilazione e calcinazione produce anche effetti secondari: sostanze dannose o inutili vengono eliminate, i grassi naturali residui vengono distribuiti in modo uniforme e le fibre separate rendono la pelle morbida e pronta ad accogliere i legami con le sostanze concianti. La pelle calcinata, gonfia, turgida e traslucida, si presta bene all’operazione di scarnatura, con la quale vengono eliminati i tessuti sottocutanei di connessione alla carcassa dell’animale. La spaccatura viene effettuata con una macchina detta spaccatrice: la pelle viene spinta da due cilindri zigrinati contro una lama a nastro che taglia la pelle in due strati parallelamente alla sua superficie. Lo strato superiore, che contiene la grana, cioè il disegno tipico della pelle conferita dalla disposizione dei follicoli piliferi, costituisce lo strato detto fiore, mentre gli strati inferiori costituiscono la crosta. A questo punto si procede con la decalcinazione, procedura che serve ad abbassare il pH alcalino ed eliminare gonfiore e turgidità, oltre ai residui di calce e solfuro; la macerazione completa la decalcinazione, eliminando tutti i residui interfibrillari non utili e producendo un cuoio più soffice e morbido. Il grassaggio, infine, elimina il grasso naturale della pelle e la rende pronta ad assorbire e fissare i prodotti concianti.

Dopo le operazioni di riviera, la pelle viene sottoposta alla concia, l’operazione che la trasforma da putrescibile a materiale imputrescibile, cioè in cuoio. La concia al cromo è quella più diffusa, in quanto semplice da eseguire, economica e rapida. Si basa sulla capacità del cromo trivalente di formare complessi con i gruppi carbossilici del collagene, di cui sono costituite le fibre della pelle. La durata va dalle due alle venti ore in base allo spessore delle pelli. Al termine del processo la pelle si presenta di colore verde-azzurro e viene chiamata wet-blue. La concia al vegetale è quella più antica. I tannini sono sostanze a carattere fenolico contenute in tutti i vegetali, prendono il nome dalla pianta da cui provengono e danno al cuoio conciato una tonalità marrone più o meno intensa. Si legano al collagene mediante un legame idrogeno che si stabilisce tra i gruppi fenolici del tannino e i gruppi peptidici del collagene. La durata del processo varia a seconda del metodo adottato. Nella concia lenta in vasca le pelli vengono immerse in soluzioni di tannini a concentrazioni progressivamente crescenti, la durata è di circa trenta giorni e serve a produrre un cuoio pieno e poco flessibile. Nella concia rapida in botte si usa il bottale, per ottenere un cuoio più flessibile grazie al movimento di rotazione, e la durata varia dalle trentasei alle quarantotto ore. La pelle conciata, però, non è ancora utilizzabile, poiché si tratta di un materiale bagnato che, anche se asciugato, darebbe luogo ad un prodotto rigido, debole e del colore tipico della concia con cui è stato ottenuto.

Per trasformarsi in un prodotto commercializzabile e utile a produrre manufatti, deve essere sottoposto ad ulteriori trattamenti: la messa a vento è la pressatura effettuata con due cilindri che eliminano l’acqua che imbeve la pelle conciata; la riconcia è un trattamento con agenti concianti diversi da quelli utilizzati precedentemente, che serve a modificare nel senso desiderato le caratteristiche derivate dalla concia principale. Se ad esempio si vuole ottenere un cuoio più rigido rispetto ad uno al puro cromo, si effettua una riconcia con tannini vegetali, viceversa, se si desidera un cuoio più morbido e flessibile da uno al puro vegetale, si effettua la riconcia al cromo. La tintura è l’operazione cui si conferisce il colore voluto utilizzando il bottale e regolando pH, temperatura e velocità di rotazione per ottenere specifiche nuance, mentre l’ingrasso serve a introdurre nelle fibre della pelle un lubrificante che le tenga separate, in modo da arrivare alla flessibilità, alla morbidezza e a tutte quelle caratteristiche merceologiche che dal cuoio ci si aspetta. Dopo un periodo di riposo di ventiquattro-quarantotto ore per completare la fissazione di coloranti e ingrassanti, le pelli vengono lavate e messe nuovamente a vento. Le operazioni per l’asciugatura sono la sospensione all’aria, il sottovuoto o il passaggio in un ambiente a temperatura e umidità controllate.

La rifinizione è la fase finale e più complessa della lavorazione conciaria e comprende tutte le operazioni effettuate sulla pelle asciutta per modificarne la superficie dal punto di vista estetico e funzionale. La rifinitura meccanica può essere effettuata per lucidare la superficie con una ruota di feltro, per stirare e placcare ottenendo una superficie piatta e liscia, per pressare con delle piastre un disegno a rilievo o per volanare, cioè ruotare velocemente a secco in bottale allo scopo di avere una superficie mossa e un fiore molto più evidente. La rifinitura chimica consiste nel ricoprire la superficie della pelle con un film più o meno spesso di materiale sintetico o naturale, all’interno del quale possono essere contenuti coloranti, opacizzanti o lucidanti.

Alla fine di tutte le lavorazioni, il cuoio viene venduto in base alla superficie, quindi in metri quadri. L’unità di misura internazionale tuttavia è il piede, costituito da un quadrato di 30,48 cm di lato. La misurazione viene effettuata con appositi macchinari che scansionano la superficie e stampano sul retro della pelle le cifre rilevate. La lavorazione del cuoio ancora oggi avviene in maniera artigianale. Anche nelle grandi industrie conciarie l’abilità e la manualità degli operatori è ciò che rende la pelle un materiale unico e pregiato.