Il fascino dei guanti in pelle

Poche cose come il cuoio richiamano l’essenza del viaggio.

A me fa pensare alle selle dei cavalli, agli stivali, agli interni delle auto sportive e dei guanti per guidarle.

Alle valigie, naturalmente.
A quei borsoni che solo indossandoli ti fanno sentire libertà, sicurezza e amore per la scoperta del mondo.

Il cuoio è contemporaneità che torna alle origini, selvaggio, metropolitano e intimo al tempo stesso.

E a quanto pare non sono l’unica a pensarla così, visto che un oggetto tornato di super attualità sono i guanti in pelle.

Complice anche il Covid, probabilmente, al punto che c’è stato un grande incremento delle vendite anche fuori stagione.

Persino il National Geographic ha dedicato un approfondimento a questo iconico accessorio.

I guanti più antichi, risalenti al 1300 a.C., sono stati rinvenuti in Egitto nella tomba del Faraone Tutankhamon.

Li cita Omero nell’Odissea, ma la vera diffusione avviene durante il Medioevo, sia come protezione per i soldati e per gli operai, sia come complemento di moda tra i ceti più ricchi.

Usati come segno di favoritismo, per lanciare una sfida o per indicare il proprio status sociale, fanno parte anche della spettacolare cerimonia di incoronazione dei sovrani britannici.

Nel XVI secolo si diffuse la moda dei guanti profumati con erbe e spezie, mentre nel XIX secolo spopolarono i guanti bianchi in capretto, diventati poi un simbolo.

Negli anni 60 poi la moda tramonta, insieme a quella dei cappelli e delle cravatte, perché simbolo di convenzione borghese.

Ed ora?
C’è chi prevede un nuovo ritorno.

Io devo ammettere di averne sempre subito il fascino…voi che ne pensate?