Differenza tra cuoio e pelle. Materiali diversi per differenti lavorazioni.

Alzi la mano chi si è chiesto almeno una volta la differenza tra pelle e cuoio.

In realtà riguarda il processo di lavorazione a cui vengono sottoposte. Si parla quindi in maniera distinta nell’uso comuno, ma in realtà sono due facce della stessa medaglia.

Diciamo che, tecnicamente, il termine “pelle” indica la materia prima non ancora trattata, grezza, ma nel parlare quotidiano si riferisce a tutte le tipologie di pellame, indistintamente.

Per quanto riguarda il “cuoio”, invece, indichiamo così il prodotto che esce dal processo conciario.

Nel gergo comune, però, si definisce cuoio la pelle più spessa conciata al vegetale.

Al di la delle precisazioni tecniche, però, le parole sono importanti e, soprattutto, nell’ambito della pelletteria, in moltissimi hanno provato a giocarci su con fini non proprio nobili.

Intollerabile per me, fan della trasparenza e della consapevolezza.

Inoltre non tutte le peli sono uguali.

Ne esistono diversi tipi, cosa che consente una grande varietà creativa.
Ogni accessorio ha un suo carattere particolare, conferito in primis proprio dalla pelle utilizzata.

Quando si parla di tipi di pelle, l’argomento può essere affrontato su più livelli: in base alla concia, alla parte utilizzata, alla rifinitura, alla forma o anche in base all’utilizzo.

La scelta del tipo di concia influenza la rifinizione e il taglio delle varie parti e, di conseguenza, i possibili utilizzi del materiale.

Le tipologie più diffuse sono quella al cromo e quella vegetale.
La principale differenza è nell’utilizzo di diversi agenti concianti, di origine chimica nel caso della prima e di origine naturale nel caso della seconda.
Ma anche nel tempo, perché la concia al vegetale è decisamente più lenta…

Alcune volte, prima della concia, la pelle viene sottoposta a spaccatura: una lama in movimento divide orizzontalmente la pelle a pieno spessore in due parti.

La parte ottenuta dal lato carne viene definita crosta, mentre la pelle ottenuta dal lato del pelo è detta fiore.

Questi due tipi di pelle vengono poi conciati e destinati ad utilizzi differenti.

La crosta, per esempio, è un ottimo prodotto per le calzature, mentre la parte del fiore è perfetta per accessori e abbigliamento.

La pelle conciata deve essere poi rifinita.

Il processo di rifinizione è quello che dona le caratteristiche di colore, resistenza e qualità adatti al tipo di lavorazione cui è destinata.

Il trattamento all’anilina, per esempio, colora la pelle mantenendone intatti pori e difetti, mentre per uniformare il fiore e colorare la superficie in modo omogeneo, si effettua la rifinizione pigmentata.

Lavorando sulla crosta, invece, si ottiene quell’aspetto peculiare che chiamiamo scamosciato.

Un altro tipo di rifinizione è la volanatura, che attraverso movimento e colore, dona alla pelle una trama unica e irripetibile, martellata e dall’aspetto vissuto.

E poi naturalmente c’è la stampa, che può imitare la rama di animali come il pitone, oppure creare disegni di fantasia.

Tutti questi livelli sono interconnessi tra loro e influenzando tantissimo il risultato finale, è facile capire quanto studiare e imparare a conoscere il materiale sia fondamentale per iniziare questo mestiere, ma anche per poter apprezzare meglio gli accessori che indossiamo ogni giorno.