Autostima e dissidenza

Il progresso è spesso mosso dall’insoddisfazione.

Senza aspettative probabilmente saremmo ancora nelle caverne, quindi be venga l’insoddisfazione se serve a segnalarci che qualcosa non va e ci spinge ad attivarci e a migliorare.

Con fiducia in se stessi e tanta passione si può innescare qualsiasi cambiamento. L’uomo è un essere volitivo e ognuno ha la capacità di modificare il proprio “destino” e inseguire un sogno. Basta vincere la paura e non fare l’errore di rinunciare.

Non servono svolte epocali, se non è una cosa adatta a noi. Per uscire da qualcosa che non ci rappresenta più si può fare un passo alla volta, rivedere le abitudini e integrarne di nuove, migliori, che ci faranno avvicinare sempre di più al nostro ideale.

Perché non è vero che chi si accontenta gode.

Una vita di negazioni è un vero spreco. È come non viverci, nella propria vita. Chi ha detto che il fine ultimo dell’essere umano siano la rinuncia e il sacrificio? È una follia!

La bellezza è ovunque il piacere va goduto momento per momento, nella quotidianità. Perché è proprio nella quotidianità che si trovano i gesti che ci fanno stare bene.

Ho sempre pensato che dissidenza voglia dire anche maturare l’attitudine a non subire situazioni o decisioni di altri e che il primo ingrediente necessario sia l’autostima. Perché quando siamo sicuri di noi, affermare le nostre idee è nettamente più semplice.

Vi riporto dei passi del libro di Nathaniel Branden “I sei pilastri dell’autostima”:

“L’affermazione di se significa rendere onore ai propri desideri, ai propri bisogni e ai propri valori. È la volontà di occupare le proprie posizioni ed essere apertamente quello che si è, trattare se stessi con rispetto nelle relazioni con gli altri.

Praticare l’affermazione di se significa vivere autenticamente, parlare e agire spinti dalle proprie convinzioni e sentimenti. È il rifiuto di comportarsi in maniera diversa solo per compiacere gli altri.

L’affermazione di se dovrebbe essere uno stile di vita, una regola”

Mettersi al primo posto della propria vita, non è egoismo!